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Imprese, tre nuovi punti vendita Piquadro in Sicilia
 
Piquadro investe in Sicilia. La società bolognese, attiva nell’ideazione, produzione e distribuzione di articoli di pelletteria dal design innovativo e ad alto contenuto tecnologico, ha aperto tre nuovi punti vendita nell’Isola negli ultimi quindici giorni. Recentemente ha debuttato a Palermo con due monomarca, situati rispettivamente in via Sciuti e via Libertà. A questi si è aggiunta domenica scorsa una nuova boutique a Catania, in viale Ionio. Per il direttore commerciale di Piquadro Pierpaolo Palmieri “la Sicilia e’ la regione più importante del Sud e, con l’esperienza positiva del primo franchising a Catania, ha dimostrato di ostituire un mercato capace di generare fatturati interessanti”. Palmieri non esclude “ulteriori aperture per il prossimo futuro nella regione”.
 
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Scuola, manifestazioni in Sicilia, Cgil: “Oltre 100 mila in piazza”
Manifestazioni in tutta la Sicilia contro la riforma Gelmini. Secondo la Cgil, 20 mila persone sono in piazza a Catania, 10 mila a Messina, 6 mila a Siracusa, 10 mila a Trapani, 5 mila a Caltanissetta. Manifestazioni sono inoltre in corso anche nei piccoli centri. A Cefalu’, ad esempio, in provincia di Palermo, tutte le scuole superiori sono rimaste chiuse ed e’ in corso un corteo al quale, secondo il sindacato, partecipano 1.500 persone.Per la Cgil in tutta l’Isola sono scesi in piazza oltre 100 mila manifestanti.
 
 
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Decreto Gelmini, Barone (Uil): “No a riforme per diktat. Confronto per migliorare la scuola” “Sulla scuola si gioca la partita più importante per il futuro del Paese. La Uil non è contraria alle riforme ma chiede con forza di potersi sedere a un tavolo di trattativa per tutelare chi lavora nella scuola e la qualità del servizio offerto alle famiglie. Ma il governo non ha mai dato questa possibilità. Procedere per diktat è, ad avviso del sindacato, la cosa più sbagliata che si possa fare”: lo ha detto Claudio Barone, segretario regionale della Uil, commentando la riforma Gelmini e le recenti proteste di piazza del mondo della scuola.
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Riorganizzazione rete ospedaliera, Anaao Assomed: “Oltre 4000 posti letto in meno”“Con il ddl sulla riorganizzazione della rete ospedaliera messo a punto dalla Regione ci sarà la riduzione drastica del numero delle aziende ospedaliere e dei posti letto pubblici”. L’Anaao Assomed, il sindacato autonomo più rappresentativo della dirigenza medica, che ha, nei giorni scorsi, riunito il Consiglio regionale, lancia l’allarme. Secondo i dati a disposizione del sindacato si va verso la desertificazione ospedaliera dell’entroterra siciliano, con l’abbattimento di 4.231 posti letto pubblici, di cui il 71% a scapito degli ospedali  delle asl, con punte di abbattimento del 96% a carico della provincia di Enna (da 370 a 17), e del 78% a carico della provincia di Catania (da 770 a 175). Il segretario regionale dell’Anaao Assomed, dottor Rosario Cutrì, approfondirà l’argomento nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi 31 ottobre 2008 alle ore 10,30 nella sede di Catania di via Salvatore Paola 8 (traversa di piazza Lanza). “Le misure previste – spiega il segretario regionale Anaao Assomed, dottor Rosario Cutrì – sembrano essere ispirate dalla convinzione che il deficit sia determinato da gestori ed erogatori pubblici di assistenza. Tale nostra impressione sembra essere avallata dal fatto che l’Assessore fissa il termine ultimo del 31 dicembre 2008 (art. 3) per l’emanazione dei decreti relativi alla riduzione dei posti letto, mentre non viene fissato alcun termine per la decretazione relativa alla nuova rete territoriale”. L’Anaao contesta inoltre il metodo seguito dall’Assessore alla Sanità, Dr Russo, che non ha instradato un confronto con le OO.SS. Mediche, disattendendo, fra l’altro, l’applicazione del D.A. 18/9/07 (Gurs n.49 del 12/10/07), che regola le relazioni sindacali regionali, includendone l’informazione preventiva sugli atti legislativi, di programmazione ed indirizzo e annuncia azioni sindacali volte a salvaguardare il sistema sanitario regionale pubblico.
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Confeserfidi, la Banca di  Credito Cooperativo di Siracusa si convenziona
Il consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Siracusa ha aderito alla Convenzione stipulata il 16 aprile scorso tra Confeserfidi e la Federazione Siciliana delle Banche di credito cooperativo. In precedenza altre due banche di Credito cooperativo, la “San Giuseppe” di Mussomeli, e la Banca Don Rizzo di Alcamo, avevano dato seguito alla convenzione con Confeserfidi.“Le BCC che prevedono di erogare i finanziamenti con la garanzia, a prima richiesta giustificata, rilasciata da Confeserfidi dovranno comunicare a quest’ultimo, e per conoscenza alla Federazione, previa assunzione di apposita delibera da parte del Consiglio di Amministrazione, di volere aderire alla convenzione e di disciplinare i rapporti delle convenzioni tuttora vigenti sottoscritte con Confeserfidi o da altri confidi acquisiti dallo stesso”, scrive il dottor Nicola Culicchia, direttore della Federazione. Tale  Federazione ricomprende  34 diverse banche di credito cooperativo, che possono aderire alla Convenzione Quadro e pertanto avviare una collaborazione con Confeserfidi finalizzata ad agevolare ulteriormente l’accesso al credito delle piccole e medie imprese operanti all’interno del territorio regionale. La Convenzione ha una valenza fondamentale sia per il Confidi che per le Banche di Credito Cooperativo in quanto entrambe le organizzazioni condividono uno stesso obiettivo che è quello di sostenere e favorire la crescita della piccola e media impresa siciliana. Ulteriore affinità tra il Confidi e le Banche di Credito Cooperativo è la presenza capillare all’interno del territorio regionale e soprattutto il radicamento territoriale con la conoscenza approfondita sia dei sistemi economici locali che dei fabbisogni finanziari dell’imprenditoria. L’accordo sottoscritto assume un importante significato in quanto pone le basi per una proficua collaborazione con il sistema bancario a sostegno dei settori produttivi siciliani.
 
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Commercio e Gdo: stop della Regione Sicilia a nuovi grandi centri
L’assessore regionale al commercio, Roberto Di Mauro, ha emanato la circolare che blocca nuovi grandi insediamenti commerciali. Il provvedimento è stato deciso in attesa di una soluzione, anche di natura legislativa, che assicuri sviluppo da una parte e sicurezza dall’altra, sotto il profilo urbanistico e ambientale. “Se le strutture – ha dichiarato l’assessore – ricadono in comuni sprovvisti di programmazione urbanistica commerciale, l’amministrazione regionale non esaminerà più richieste di autorizzazioni per l’apertura di nuovi grandi centri di vendita, per trasferimento sede o ampliamento di superficie, oltre i limiti della normativa. Saranno valutate solo le istanze per le quali i consigli comunali hanno deliberato favorevolmente le relative variazioni urbanistiche entro la data di pubblicazione della circolare”.“Per sviluppare un processo commerciale ordinato e governabile – ha aggiunto l’assessore – è necessaria una programmazione pluriennale che preveda, innanzitutto, la definizione di un piano urbanistico commerciale sostenibile, senza il quale il comune non potrà più istruire istanze per il rilascio di ulteriori autorizzazioni. Una preventiva programmazione consente alle amministrazioni locali di rispondere in modo più adeguato agli interessi dei protagonisti del settore impegnati nella grande distribuzione organizzata (Gdo) e nei piccoli e medi esercizi di vendita, e alle richieste più selettive dei ‘nuovi consumatori’”. Il provvedimento è il frutto di una serie di sollecitazioni pervenute dagli operatori, attraverso le associazioni di categoria, che hanno lamentato disfunzioni e difficoltà. Da un’attenta valutazione è stato rilevato, infatti, che in questi ultimi anni i grandi poli commerciali per i piccoli esercizi dell’area circostante hanno rappresentano una perdita. La circolare era, secondo l’assessore, un atto dovuto sul piano economico, sociale, urbanistico e turistico. Un nuovo insediamento occupare un’area talmente vasta da rendere necessarie nuove infrastrutture. In mancanza, si rischierebbe una congestione e un ulteriore inquinamento atmosferico”.
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Confindustria Sicilia e assessorato Industria partecipano al progetto Sud-NordBarbara Cittadini: “Piena sinergia fra centri di ricerca”
“Confindustria Sicilia favorirà la massima partecipazione della Sicilia al progetto Sud-Nord, coinvolgendo gli assessorati regionali competenti, in testa quello all’Industria, per promuovere ogni sinergia possibile fra istituzioni pubbliche e centri di ricerca delle due aree del Paese e per sviluppare progetti comuni di ricerca scientifica e di innovazione tecnologica a supporto delle attività produttive e dei nuovi investimenti in Sicilia e nell’area mediterranea”. Lo ha detto oggi a Roma Barbara Cittadini, vicepresidente di Confindustria Sicilia, che in rappresentanza del presidente regionale Ivan Lo Bello ha partecipato, assieme al dirigente generale del Dipartimento regionale Industria, Giuseppe Incardona, all’incontro con Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria per Ricerca e Innovazione, e con Cristiana Coppola, vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, per la presentazione del progetto Sud-Nord.E’ questa in sintesi l’iniziativa SUD-NORD presentata da Diana Bracco e Cristiana Coppola agli assessori alla Ricerca  e Innovazione e ai rappresentanti delle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Entro l’anno saranno individuati  i primi progetti concreti.
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Lavoro, Orientagiovani 2008: convegno regionale venerdì 14 novembre a Ragusa E’ on line da lunedì scorso su www.profilolavorogiovani.com  e sul sito www.confindustriasicilia.it un sondaggio riservato agli imprenditori siciliani per conoscere le loro esigenze aggiornate di nuove figure professionali da richiedere al mondo dell’università e della formazione. In una fase di crescita frenata dell’economia, in Sicilia è invece forte ancora la propensione delle industrie agli investimenti e alle assunzioni di personale altamente specializzato, soprattutto per sviluppare ricerca scientifica, innovazione di prodotto, turismo ed export. Sono già venti le aziende che hanno compilato il questionario. La consultazione sarà aperta fino a mercoledì 12 novembre. I risultati saranno resi noti venerdì 14 novembre a Ragusa, in occasione dell’evento regionale “Il vento della scienza: Giovani, scienza e merito” della giornata nazionale “Orientagiovani” di Confindustria, che vedrà a confronto con gli studenti, nel capoluogo ibleo, il governo regionale, i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, esperti di innovazione, di start up d’impresa e di private equity, ed esponenti del mondo della scuola, dell’università e della formazione professionale. Di questi temi si è discusso nel corso del Direttivo dei Giovani imprenditori di Confindustria Caltanissetta, presieduto da Ignazio Manduca, alla presenza del presidente regionale dei Giovani imprenditori, Giorgio Cappello.“Quest’anno – ha detto Cappello – i Giovani di Confindustria Sicilia saranno parte attiva con progetti e proposte concreti per un reale incontro fra domanda e offerta di lavoro. Avremo risultati davvero sorprendenti per un settore, quello della nuova occupazione nell’Isola, da troppo tempo asfittico”. “Da questo sondaggio rapido – ha concluso Cappello – tracceremo il profilo tipo delle risorse umane che più si avvicinano ai fabbisogni professionali delle imprese siciliane. I risultati saranno elaborati e presentati sia su scala regionale che provinciale.”I Giovani imprenditori di Confindustria Caltanissetta, come ha annunciato Ignazio Manduca, daranno un notevole contributo al progetto “Orientagiovani”. Al fine di diffondere la cultura d’impresa nelle scuole nissene, il Gruppo ha programmato interventi che si svolgeranno direttamente negli Istituti di scuola secondaria della provincia, per concludere le attività annuali con la III edizione del Concorso “Persone e mezzi che Crescono”. Il Concorso, rivolto agli studenti delle IV e V classi degli istituti superiori, mira a far emergere i giovani talenti. Sarà premiata la migliore idea imprenditoriale.
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Autolinee: la Regione non paga, le banche chiudono i crediti. L’Anav  protesta
La Regione Siciliana ha deciso di non erogare alle aziende private di autolinee 50 milioni di euro per il quarto trimestre 2008. Ciò si aggiunge al fatto che la Regione ha trattenuto per sé, senza trasferirli alle aziende, 35 milioni di euro corrisposti dallo Stato come cofinanziamento di legge per il rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranvieri degli anni 2005, 2006 e 2007. Le aziende vantano, inoltre, un credito di 3 milioni di euro quale contributo per la libera circolazione delle Forze dell’ordine sulle linee regionali per il 2007, e un credito di 10 milioni di euro quale conguaglio dei contributi di esercizio per il 2006 e il 2007. Complessivamente la Regione, pur in presenza della totale copertura finanziaria, deve alle imprese 98 milioni di euro. Credito che al momento, secondo le ultime dichiarazioni, non appare esigibile, in quanto non si vorrebbe sforare il patto di stabilità, mentre le banche, a causa della crisi finanziaria internazionale, hanno chiesto alle aziende di rientrare subito dalle scoperture. L’Anav Sicilia chiede al Presidente della Regione e all’Assessore regionale ai Trasporti di intervenire immediatamente per sbloccare gli atti amministrativi necessari presso l’Assessorato Bilancio.In questo modo un sistema sano di 90 aziende private e 2 mila dipendenti, che da più di 80 anni garantisce giornalmente oltre 500 collegamenti e trasporta più di 500 mila passeggeri al giorno, viene messo in gravissima difficoltà finanziaria, a differenza delle società pubbliche di tutti i settori che, godendo delle garanzie comunali e regionali, quanto meno possono ancora beneficiare del credito bancario. L’Anav Sicilia, pertanto, chiede l’immediato pagamento delle spettanze alle imprese. A supporto di questa richiesta, l’Anav Sicilia annuncia che a breve le aziende saranno costrette a ridurre i programmi di esercizio al fine di contenere i costi di trazione per poter più a lungo gestire le ultime risorse finanziarie ancora disponibili. Le aziende si scusano anticipatamente con l’utenza per i disagi che saranno costrette ad arrecare.In assenza di un doveroso intervento della Regione morosa, a tutela delle imprese creditrici, si rischia di smantellare il sistema privato siciliano dei trasporti in prossimità del rinnovo dei contratti di esercizio, scadenza alla quale le aziende non devono giungere in crisi di liquidità, pena l’estromissione dalle gare.
–         31 ottobre 2008 –

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