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Turismo Congressuale, pronto un Convention Bureau per lo sviluppo turistico delle aree di Taormina, Catania, Siracusa e Ragusa
Il mercato del Turismo Congressuale ha creato nel 2007 un business di 24 miliardi di euro e 20,6 milioni di persone hanno partecipato a meeting e congressi. E’ quanto emerge dallo studio congiunto, promosso da Unicredit Group e BCG (The Boston Consulting Group) che ha identificato come iniziativa di sviluppo concreto per l’economia dell’Italia del Sud, il Turismo Congressuale. Un’opportunità significativa per la Sicilia con un potenziale di 180-220 milioni di euro di PIL addizionale e un indotto di 3.000 – 3.500 nuovi posti di lavoro (elaborazione BCG su dati dell’Osservatorio Congressuale Italiano). In Italia non esiste ancora un Convention Bureau nazionale e quelli regionali hanno spesso una operatività limitata. Al Sud (Palermo e Etna Convention Bureau) le strutture esistenti sono ancora giovani e stanno maturando le competenze ed i budget necessari per competere in ambito internazionale. Ma le potenzialità di base in Sicilia ci sono: si contano, infatti, 108 mila posti letto e 125 sedi congressuali. Gli asset climatici, paesaggistici e culturali, caratteristica distintiva della regione, inoltre, sono un patrimonio di valore, riconosciuti a livello internazionale come indicatori del criterio di scelta per l’organizzazione di eventi di qualità. Unicredit, attraverso il Comitato Territoriale Sicilia ha presentato il progetto di creazione di un Convention Bureau che opererà in collaborazione con le strutture e le Istituzioni esistenti per lo sviluppo turistico delle aree di Messina (con Taormina), Catania, Siracusa e Ragusa. Chiave per il potenziamento del Turismo Congressuale è la professionalizzazione ed il coordinamento della filiera, con la costituzione di efficaci Convention Bureau che propongano il turismo congressuale nelle proprie aree con modalità analoghe a quelle delle migliori strutture similari esistenti in alcune città d’Italia ed all’estero; ed il potenziamento e la riqualificazione della ricettività, attività per cui UniCredit intende inoltre mettere a disposizione degli operatori del settore tutta la propria diversificata capacità di supporto finanziario. “Abbiamo elaborato una concreta proposta progettuale, intercettando le esigenze del territorio, in grado di fungere da magnete di competenze e investimenti in Sicilia. Iniziativa volta al rafforzamento e al rilancio delle strutture alberghiere esistenti, in una regione come la nostra in cui bellezze paesaggistiche, tradizione e patrimonio culturale già di per sé costituiscono attrattiva turistica. Si tratta solo di saper valorizzare al meglio quello che abbiamo – ha dichiarato José Rallo, Presidente del Comitato Territoriale UniCredit Sicilia – La realizzazione del Convention Bureau Sicilia costituirà un’esperienza pilota per estendere l’iniziativa alla zona occidentale dell’Isola ed alle altre aree del Mezzogiorno, in sinergia con gli altri Comitati Territoriali del Sud”. “Il Turismo Congressuale è una delle opportunità potenzialmente più rilevanti per l’economia dell’Italia del Sud – commenta Ignazio Rocco di Torrepadula, Senior Partner and Managing Director Boston Consulting Group - E’ un bacino di potenziale sviluppo dell’imprenditorialità locale non vincolato da limiti tecnologici o da altri limiti strutturali insuperabili e funge da motore di sviluppo per l’intero settore del Turismo. Inoltre è aggredibile, attraverso una serie di iniziative concrete, a perimetro ben definito, investimenti relativamente contenuti e con risultati monitorabili ed ottenibili a breve”.
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Crisi mercati, Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti: “Serve una fiscalità nuova”
”Serve una fiscalità nuova, una fiscalità di crisi, che spazzi via i lacci e lacciuoli che imbrigliano le imprese e che si adegui ai tempi, specie in un momento come quello attuale di crisi dei mercati finanziari”. Così il presidente nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili Claudio Siciliotti, intervenuto a Palermo al convegno su “Sindaci-revisori nella crisi d’impresa e nuovo giudizio sul bilancio”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Palermo, che si è svolto sabato a Palazzo dei Normanni. Quello della crisi finanziaria è un tema che interessa in maniera particolare le imprese che soffrono la mancanza di liquidità del credito da parte delle banche. “Bisogna rivedere la materia del fisco, la rappresentazione contabile così com’è non funziona più – ha continuato Siciliotti – non serve più la check list che risolve tutto, bisogna abbandonare l’idea degli schemi, partendo dagli studi di settore, che se già fanno fatica ad approssimare i valori della realtà economica in un momento di economia ordinata, in momenti di fortissima tensione e sofferenza per molte imprese, come quelli che stiamo vivendo, sconfinano nell’irrealtà. L’indeducibilità degli interessi passivi urla vendetta, anche perché penalizza le imprese private e non la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie”. Dello stesso avviso anche Ettore Artioli, delegato di Confindustria per il Coordinamento della rappresentanza al Cnel, secondo cui “la vita utile delle imprese è legata alla capacità della stessa azienda di adeguarsi alle dinamiche e ai cambiamenti del mercato”, e in rispetto al momento di crisi bancaria ha aggiunto, “serve una riforma del sistema di gestione e recupero dei crediti”. Il fallimento delle imprese è spesso legato ad un mancato e poco attento controllo da parte dei sindaci-revisori, il cui ruolo è istituzionalmente quello di controllare la gestione dei conti dell’azienda. Ruolo che si fa ancora più delicato dopo le recenti modifiche della normativa su questa tema. Il novellato 2409-ter del Codice civile ha introdotto l’equiparazione di regole fra le società quotate e non quotate rispetto all’emissione del giudizio di bilancio da parte del sindaco revisore o del collegio sindacale in situazioni di liquidazione dell’impresa o pre-fallimentare. “Viviamo una fase delicata sul piano finanziario, è fondamentale monitorare costantemente gli strumenti legislativi a disposizione della categoria e conoscere i rischi e le responsabilità a cui si va incontro nei procedimenti fallimentari delle imprese, è in questo senso che si muove il convegno di oggi”, ha detto il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Palermo, Santo Russo.
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Energia, ambiente, costruzioni: missione libica in Sicilia entro gennaio
“L’accordo Italia-Libia dello scorso 30 agosto, anche se non ancora ratificato, in parte sta già trovando attuazione. La Sicilia è già fortemente presente in Libia sotto il profilo culturale, anche grazie alle campagne di scavi archeologici in corso e condotte dai professori Nicola Bonacasa, Sebastiano Tusa e tanti altri, e alla Fondazione universitaria Italo-Libica. Il momento è favorevole anche per intensificare lo scambio di conoscenze tecnologiche e di capacità produttive”.Lo ha detto a Palermo, in Confindustria Sicilia, l’ambasciatore italiano a Tripoli, S.E. Francesco Trupiano, incontrando il mondo delle imprese, delle università e della cultura dell’Isola nell’ambito del calendario di “Ambasciatori di Sicilia” organizzato da Novitas, oggi col patrocinio dell’Ars e della Fondazione universitaria Italo-Libica e con la moderazione di Nino Amadore del Sole 24 Ore Sud. Trupiano ha aggiunto: “C’è fortissimo interesse da parte libica nei settori dell’ambiente e dell’energia, così come delle costruzioni, e domani sarò a Mazzara del Vallo per promuovere un accordo fra il Distretto della pesca e la marineria peschereccia libica che possa assicurare in piena sinergia un futuro e proficuo sviluppo al settore nel Mediterraneo”. Da parte sua, il consigliere delegato di Confindustria Sicilia, Nino Grippaldi, ha annunciato che “tramite le intese raggiunte dal consorzio Med Europe Export e da Malta Enterprise assieme all’università di Palermo con le autorità libiche e con le università di Tripoli e di Sabratah, entro gennaio una delegazione libica sarà in Sicilia per sottoscrivere il protocollo operativo e nel 2009 le nostre imprese parteciperanno a due missioni economiche in Libia”.“La prima missione – ha aggiunto Grazia Clementi, presidente di Federexport Sicilia e del consorzio Med Europe Export – sarà effettuata entro febbraio 2009. In base agli accordi scientifici fra le università di Palermo e della Libia e ai precedenti incontri a Tripoli, abbiamo individuato interessi comuni a sviluppare ricerche tecnologiche e joint venture produttive riguardanti il ciclo dei rifiuti, l’energia da fonti rinnovabili, la tutela ambientale e le costruzioni biocompatibili”.
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Iter autorizzativi per le imprese, Regione e Confindustria a confrontoL’assessore Sorbello: “Auspicabile che le imprese abbiano sede legale in Sicilia”
“Velocizzare e rendere più efficienti gli iter autorizzativi”. Questo il tema dell’incontro tra l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giuseppe Sorbello e il rappresentante di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, nel corso del quale entrambi hanno condiviso la necessità di coniugare sviluppo e impresa con il governo del territorio. Proprio su questo punto l’assessore Sorbello ha avanzato una proposta, trovando in Confindustria un interlocutore attento. “Sarebbe auspicabile – ha proposto Sorbello – che le imprese abbiano la residenza legale in Sicilia, al fine di permettere di aumentare le entrate nelle casse della Regione senza intaccare i bilanci delle aziende che si insediano nel territorio siciliano, creando un circuito virtuoso con indubbie ricadute occupazionali”. Catanzaro, da parte sua, ha apprezzato la volontà dell’assessore Sorbello di velocizzare le procedure autorizzative alle imprese, anche attraverso un diretto coinvolgimento degli uffici periferici della Regione e delle Province regionali. In particolare, Confindustria Sicilia ritiene urgente innovare l’iter delle valutazioni di impatto ambientale, attraverso un più organico raccordo tra i tecnici dei vari assessorati interessati. Raggiungere l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per l’avvio degli investimenti significa creare una delle condizioni essenziali alle imprese per competere alla pari sui mercati. L’assessore Sorbello e il rappresentante degli industriali hanno concordato sulla opportunità di superare gli attuali stalli burocratici che si traducono in un costo aggiuntivo per le imprese. Quanto alla riforma degli Ato rifiuti, Catanzaro si è riservato di fare una ulteriore valutazione nel merito, puntualizzando di condividere con il Governo Lombardo il fine della riforma: innovare il settore, azzerare i disagi, ricondurre il servizio a normalità ed efficienza, far sostenere minori oneri ai cittadini ed alle imprese. Su questi temi l’assessore Sorbello si è detto disponibile ad avviare un confronto per ascoltare più approfonditamente il punto di vista e le esigenze delle categorie produttive.
- 28 ottobre 2008 –
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