Stancanelli, dopo la paura ecco la strategia

Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ha parlato ieri della situazione finanziaria del Comune davanti al consiglio comunale. “Abbiamo superato l’emergenza ma stiamo cominciando a lavorare con le forze sociali e quelle produttive per far sì che Catania torni a sorridere”. E aggiunge:   “Alcuni hanno sciagura-tamente pensato che era opportuno il
dissesto,  io mi sono battuto affinché non ci fosse perché avrebbe significato la morte sociale, economica e morale della città”. A riguardo interviene anche il presidente del Consiglio comunale Marco Consoli che dichiara: “Tutti e 45 i consiglieri comunali sono iscritti al Partito del non dissesto, per queste ragioni, il Senato della Città sarà a fianco dell’amministrazione comunale per avviare un serio risanamento che porti Catania, da qui a pochi anni, a tornare ad essere una città competitiva a livello nazionale ed internazionale”.

Stancanelli ha voluto, tra l’altro, presentare sabato le linee programmatiche 2009  e le linee strategiche 2010-2013. “Il 2009 dovrà essere l’anno in cui, attraverso il bilancio approvato entro il 31 dicembre di quest’anno – sostiene  – possiamo cominciare a respirare e realizzare nuove entrate in tanti campi, ad esempio in quello della sanatoria edilizia perché trovo scandaloso che da vent’anni non riusciamo a chiudere le trentamila domande di sanatoria che porterebbero trenta-quaranta milioni nella casse del Comune”.  Secondo il primo cittadino del capoluogo etneo la direttrice strategica a medio e lungo termine deve essere indirizzata sui temi orientati all’incremento dell’attività territoriale. E cioè: attrattività di investimenti esterni; attrattività di flussi turistici internazionali e locali; nuove infrastrutture e mezzi per il trasporto aereo e navale; impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili; nuovi strumenti tecnologici a supporto dei settori economici. Sulla questione del grosso  buco al Comune di Catania intanto sta, però, indagando la Procura.

“Si tratta di un’indagine lunga e complessa. Spero che non vi siano connessioni tra la criminalità organizzata, che purtroppo affligge questa città, e le disfunzioni amministrative”. Lo ha detto a Radio Uno il procuratore di Catania, Vincenzo D’Agata, commentando la crisi finanziaria al Comune di Catania nella quale sono stati iscritte, nel registro degli indagati, 40 persone tra funzionari e amministratori. D’Agata non crede che ”ci siano connessioni ma noi continuiamo ad indagare”.
–        6 ottobre 2008 –                          Alessandra Bonaccorsi

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