Lombardo e il Dpef della svolta Stop agli sprechi, via allo sviluppo

“Risanare, razionalizzare, rilanciare”. Così l’assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino, ha riassunto i punti principali del Documento di programmazione economica e finanziaria della Sicilia per il periodo 2009-2011 presentato a palazzo d’Orleans con il governatore Raffaele Lombardo. Non più leggi finanziarie “omnibus”, ma interventi mirati per ridurre gli sprechi, come ha spiegato lo stesso Lombardo: “Entro il 15 settembre vorremmo adottare almeno 30 disegni di legge in Giunta per trasmetterli all’Assemblea”, e annuncia circa “6-7 disegni di legge per l’agricoltura e 5 per il bilancio”. Ma l’attenzione si concentra sul settore sanitario: “Stiamo lavorando – ha dichiarato Lombardo – per rendere meno esanime questo corpo pallido della sanità a cui sono aggrappate tante sanguisughe”. Una puntualizzazione che entra nel dibattito delle polemiche dei giorni scorsi che hanno coinvolto l’assessore alla Sanità Massimo Russo per i tagli imposti dal piano di rientro della sanità.

“Ci sono delle carte scritte – ha aggiunto – accordi che vanno onorati. Il piano di rientro lo abbiamo ereditato e risale al luglio del 2007. Sicuramente è un piano pesante, e io penso che avremmo dovuto chiedere di diluirlo nel tempo. Avremmo potuto farlo onorare da un commissario e sarebbe stata la soluzione più facile, ma preferiamo agire con buonsenso. Quando é stato stilato il governo nazionale aveva un colore politico diverso. Se da Roma ci verrà concessa una dilazione, allora si potrà ragionare in altri termini”. “Qua non ci sono né sceriffi né tagliatori di teste – ha aggiunto il Governatore – ma perché una prestazione sanitaria costa più qui che altrove? Se questo raddoppio è dovuto al carico degli stipendi occorre intervenire, passando da una spesa storica a una spesa standard che permetta di aumentare il risparmio e investire in sviluppo”. E sull’ipotesi di riduzione delle aziende sanitarie Lombardo si è detto favorevole a una “territorializzazione della medicina, ma questo è il mio punto di vista”. E in risposta alla proposta dell’assessore Cimino di azzerare i vertici delle Asl, il presidente della Regione precisa: “I direttori generali sono contrattualizzati. Bisogna verificare se gli obiettivi previsti nei contratti sono stati rispettati, o se sono costati troppo. In caso contrario Cimino è favorevole al commissariamento, secondo altri i direttori devono invece concludere il loro mandato. Credo comunque che se si approfondissero i contratti le distanze verrebbero meno”.
 
L’attività futura del Governo per uscire dalla fase attuale di contrazione deve essere, secondo Lombardo, improntata a “una fiscalità di vantaggio e a un federalismo egoista e solidale, una mia espressione interpretata male da qualcuno – ha sottolineato – ma che si trova in sintonia con quel federalismo costituzionale di cui ha parlato Calderoli, e cioè senza spazio per gli sprechi”.
 
Le soluzioni possibili, secondo Cimino, provengono dall’Europa: “Vogliamo utilizzare a pieno i finanziamenti dell’Ue destinati alla ricerca e alle infrastrutture, ad incentivare così gli investimenti regionali, per superare la questione del debito pubblico ed il calo della crescita occupazionale. Interventi, per la Sicilia, essenziali per superare il quadro congiunturale decisamente non favorevole che, sulla base di una debolezza strutturale tuttora non rimossa, mostra di subire in quasi tutti i settori, e in misura più marcata che in altre regioni europee, gli effetti di una tendenza recessiva globale in pieno svolgimento”.
 
In tema di nuovi investimenti l’assessore Cimino ha consegnato oggi al presidente della Regione Raffaele Lombardo il disegno di legge, predisposto dal dipartimento alle Finanze, riguardante i “Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese”. “Contiamo di approvarlo già prima della ripresa dell’attività parlamentare dell’Ars – ha detto Lombardo -, così come una serie di ddl riguardanti altri rami del governo”. “Il provvedimento – ha spiegato Cimino – mira a concedere alle imprese che effettuano nuovi investimenti in Sicilia un contributo nella forma del credito di imposta. L’ammontare del beneficio fiscale è calcolato a partire dal costo complessivo del nuovo investimento”. Le istanze potranno essere presentate dalle imprese che intendono effettuare nuovi investimenti nel territorio regionale siciliano, per un importo agevolabile non inferiore a duecentomila euro e non superiore a quattro milioni euro, con esclusione delle imprese artigiane il cui limite minimo è fissato in trentacinquemila euro e massimo in un milione euro. Dopo l’approvazione in Giunta il ddl verrà esaminato dalla commissione Bilancio dell’Ars, per poi essere notificato alla Commissione europea per la relativa autorizzazione ex articoli 87 e 88 del Trattato CE.
                                                                   Antonella Lombardi
 – 5 settembre 2008 –

Autore:

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com