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Aquas, il waterfront è servito
Il concorso di idee per il Waterfront di Agrigento è già pronto per la fase definitiva di confronto tra i concorrenti. Dopo una prima “scrematura”, che ha portato alla selezione di sette idee progettuali, e dopo la presentazione ufficiale alla città, sono state depositate delle osservazioni, raccolte in un “quaderno” da consegnare ai progettisti, e presentate ufficialmente lunedì. L’incontro ha evidenziato che tra le osservazioni più rilevanti ci sono quelle del Laboratorio della concertazione – Associazione Piano strategico di Agrigento, alla luce dei numerosi e fecondi incontri già tenuti con gli attori dello sviluppo locale sulle strategie da portare avanti, anche nella zona balneare e soprattutto nel turismo. Il progetto del waterfront, è denominato Aquas. Lo porta avanti la Provincia con il Darc Sicilia (Dipartimento per arte e architettura contemporanea della Regione siciliana, direttore generale Fausto Spagna, dirigente del servizio Giuseppe Parello). Scopo del progetto è acquisire una pluralità di proposte innovative di qualità per la valorizzazione e la riqualificazione del litorale di Agrigento, identificato come Lungomare di San Leone. Perché San Leone? Da tempo la situazione della costa agrigentina e di San Leone desta preoccupazioni. “Il lungomare, in particolare, negli ultimi anni, ha vissuto un progressivo deterioramento del rapporto tra città e mare, anche a causa della carenza di servizi a disposizione degli abitanti del luogo e dei turisti” dicono alla Provincia. L‟ente, con il concorso di idee si prefigge di definire le trasformazioni urbane dell‟area. Nelle previsioni progettuali dovranno coesistere azioni atte a dare qualità architettonica ed urbana ai possibili scenari futuri nei quali l‟attrattività progettuale sia la garanzia per portare all‟interno dell‟area, lo sviluppo sociale ed economico, con soluzioni possibili di autofinanziamento e risorse aggiuntive”. Tra gli obiettivi: dotare il territorio di nuove proposte architettoniche di rilevante interesse sociale e culturale e favorire la partecipazione di giovani progettisti ai concorsi di idee. Il luogo proposto è costituito dal porto e dai suoi annessi, da un vasto numero di residenze a villetta stagionali, comprese le sistemazioni a giardino e gli impianti sportivi. Da questa iniziativa potrebbe anche scaturire “l‟ampliamento” del porto turistico, con la realizzazione di un braccio a levante, all‟altezza dell‟ex eliporto, comprendendo l‟intero lungomare. “L‟istituzione del Darc”, spiega il presidente degli Architetti, Rino La Mendola, “costituisce un traguardo importante anche perché sappiamo bene che non c‟è futuro senza memoria del passato, ma è anche necessario che venga avviata una nuova fase che ci consenta di produrre e di valorizzare nuova architettura contemporanea in grado di caratterizzare positivamente l‟epoca in cui viviamo. Non vorremmo essere ricordati dai nostri posteri per quell‟architettura di pessima qualità degli anni Sessanta, fortemente contaminata dalla speculazione edilizia dell‟epoca”. Anna Maria Scicolone – 29 luglio 2008 -
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Tags: agrigento, edilizia, finanziarie, impianti, por, porto, regione Scritto in credito, fondi UE, immobiliare, industria, trasporti | Commenti disabilitati















