Agli artigiani piace donna

E’ la prima donna in Italia a capo di un ente bilaterale per l’artigianato. Cetty Grasso è il nuovo presidente regionale Ebas, con sede a Palermo, costituito nel 1993 dalle associazioni artigiane Casartigiani, Claai, Cna, Confartigianato e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori Cgil, Cisl e Uil. Già segretario provinciale dell’Upia Casartigiani di Catania dal 1999 e vicesegretario regionale di Casartigiani Sicilia dal 2005, Cetty Grasso è alla guida ora dell’ente, con 3000 iscritti nell’isola, che coniuga due mondi da sempre agli antipodi: sindacati da una parte, datori di lavoro dall’altra.
Che effetto le fa il primato di prima donna in Italia a ricoprire questo incarico? “Credevo di essere la prima donna in Sicilia e invece con mia grande sorpresa mi è stato reso noto che il primato è nazionale. Provo certamente una certa emozione”. L’artigianato in Sicilia gode di buona salute? “L’artigianato a Catania e in Sicilia tiene perché è l ’unica risorsa nella nostra terra. Da noi non ci sono industrie e l’unica modalità di applicazione è l’impresa privata. Ciò non significa che sta benissimo perché ci sono diverse difficoltà, tra le tante l’accesso al credito che in Sicilia è molto difficoltoso”. Quali sono le possibili soluzioni? “Si sta cercando di spingere a livello regionale e nazionale. A livello regionale si spinge perché venga dotata di più risorse la Crias, la cassa regionale per il credito alle imprese artigiane. E’ l’ente che regola i finanziamenti a tasso agevolato, siamo sotto il 2%. Di contro il problema è la lentezza di questa struttura. Ci sono però alcune novità per Artigiancassa nazionale che si occupa dei finanziamenti alle imprese”. Quali novità? “Nei giorni scorsi abbiamo avuto il primo incontro in Italia. C’è la possibilità che le operazioni di finanziamento possano diventare più snelle e più efficaci perché Artigiancassa si avvarrà dei confidi. Ma i problemi da risolvere rimangono tanti”. Per esempio? “La mancanza di zone artigiane. Per mancanza di efficienza nei piani regolatori dei comuni, parecchie aziende artigiane che necessiterebbero di un’allocazione consona ai loro bisogni non ce l’hanno”. Ci sono dati sul lavoro nero? “I dati ci sono ma non sono realistici perché c’è troppo sommerso. Ma non si tratta solo di dipendenti non in regola, quella è la punta dell’iceberg. Il problema sono le aziende non in regola che fanno concorrenza sleale”. Quali sono gli obiettivi che lei si pone come nuovo presidente Ebas? “Contribuire alla risoluzione di tutti i problemi di cui abbiamo appena parlato”. Alessandra Bonaccorsi – 25 luglio 2008 –

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