Dalla moda al turismo

Dopo 250 anni è tornato a nuova vita il Museo Biscari, per decenni adibito a uffici, ristrutturato dalla stilista catanese Marella Ferrera, nella foto, che lo ha preso in affitto dalla nobile famiglia dei Moncada per i prossimi venti anni. Nell’antica struttura di piazza Duca di Genova, creata dal principe Ignazio Biscari, la vulcanica stilista, capace di coniugare antico e moderno, ha trasferito il suo atelier e allestito la mostra “Oltre l’Abito…il Pensiero”, già ospitata a New York, Roma e Milano.

A quanto ammonta l’investimento?
“Un milione di euro circa e senza il minimo contributo da parte di enti pubblici. L’investimento è esclusivamente privato. Il mio è stato un colpo di fulmine. Quando ho visto quelle mura spoglie ho provato una grande emozione”.

Chi ha eseguito i lavori?
“Abbiamo avuto la partnership dell’impresa di costruzioni dell’ingegnere Pierpaolo Biondi. Ha lavorato un team di esperti del settore: il light designer Mario Nanni di Viabizzuno, l’interior designer Roberto Licata, l’architetto Giuseppe Scuderi e Giuseppe Nicolosi di W.& C. Water and Complements. Ma io sono sempre stata presente insieme a mio marito Edoardo (Sciré, ndr). Abbiamo lavorato sodo e il risultato ci soddisfa. Siamo riusciti, con nostra grande sorpresa,  a far riemergere il prezioso pavimento settecentesco su cui camminò anche Goethe che visitò il museo e lo descrisse nel suo “Viaggio in Italia”. 

Il Museo ospiterà altre mostre?
“Assolutamente sì. Il Museo Biscari ospiterà convention, incontri, presentazioni per un pubblico di nicchia ma sarà location per l’iniziativa “Dar voce… a chi non ce l’ha”. Metteremo a disposizione la struttura museale a chi pur essendo un bravo artista non ha mezzi e luoghi per ottenere visibilità. C’è anche l’intenzione di invitare firme note della moda: Versace, Vivianne Westwood. Ma abbiamo in programma tante iniziative. Ci piacerebbe molto organizzare eventi speciali come le “Cene al Museo” e i riti pomeridiani del te e del caffè con un coinvolgimento sensoriale a tutto tondo guidati dal noto “cuciniere errante” Carmelo Chiaramente”. (nella foto a destra l’atelier) 

C’è l’idea di puntare al settore del turismo?
“Sì. L’obiettivo, ovviamente a medio-lungo termine, è di entrare nel circuito turistico internazionale col supporto dei principali tour operator e far parte di un nuovo “polo museale” di prossima creazione nella zona del waterfront aeroportuale catanese. Non sarebbe male tentare di coinvolgere anche il mondo scolastico”.
Alessandra Bonaccorsi

– 15 luglio 2008 –   

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