Impresa, a Trapani soffia il vento della crisi

Per il 2008 è negativo in provincia di Trapani il saldo tra le nuove imprese e quelle che invece decidono di cessare la loro attività, insomma di chiudere bottega. Per dare l’idea dell’andamento economico in provincia, basti dire che ci sono 628 imprese in meno, mentre nel 2007 erano state 255 in meno. Il 2006 aveva invece registrato un andamento positivo, con 145 aziende in più. L’anno col maggiore tasso di natalità era stato invece il 2004 con un più 522 imprese. Il 2008 rappresenta senza ombra di dubbio il peggiore anno per quel che riguarda il tasso di vitalità/mortalità delle aziende, facendo segnare un meno 1,63 per cento. Spulciando i dati dell’ufficio statistica della Camera di Commercio di Trapani (fonte banca dati Stock View di Infocamere), che però sono stati “puliti” dalle cessazioni di ufficio, disposte per le imprese non più attive, si vede come il settore che va peggio è quello dell’agricoltura, con meno 686 imprese. Questo valore deve però tenere conto della nuova normativa che consente agli agricoltori di cancellarsi dal registro delle imprese in caso di un valore della produzione inferiore a sette mila euro. In percentuale l’agricoltura ha fatto segnare un meno 5,24 per cento. Molte cancellazioni di ufficio hanno poi interessato il settore della pesca, dove il dato “reale” segna 25 imprese in meno, con un -3,45 per cento. A soffrire però sono un po’ tutti i settori, soprattutto quello del commercio, con un saldo negativo di meno 268 imprese. Vanno male anche le attività manifatturiere (-96 imprese) ed il saldo negativo riguarda anche le costruzioni, oltre che alberghi e ristoranti. “Il momento è difficile e la aziende soffrono molto. La crisi economica –dichiara il presidente della Camera di Commercio di Trapani, Giuseppe Pace – si sta facendo sentire sempre di più, soprattutto per le piccole e medie imprese. E le previsioni per il 2009 non lasciano presagire nulla di buono. I primi sei mesi del nuovo anno saranno molto duri. Dovremo stringere i denti. Prima o poi la crisi passerà. Ma le aziende non vanno lasciate sole, vanno aiutate, soprattutto con agevolazioni per quel che riguarda l’accesso al credito”. Già nel 2007, dopo due anni positivi, il tasso di crescita in provincia di Trapani aveva segnato una brusca battuta d’arresto. Sempre relativamente al terzo trimestre del 2008, le imprese registrate in provincia ammontano a 50.818; nel 2007 erano 52.248, nel 2006 52.354. Da Confindustria Trapani arriva un altro dato sconfortante. Al momento gli uffici preposti dell’Associazione degli Industriali stanno seguendo quattro grosse aziende delle provincia, di cui tre iscritte. Al momento c’è un’azienda del settore agroalimentare di Erice che ha messo in mobilità tutti e i 16 lavoratori per chiusura attività. Ancora un’azienda Metalmeccanica di Marsala ha posto in cassa integrazione 80 lavoratori (tre giorni la settimana) per riduzione di attività. Un’azienda servizi, si parla di una azienda a livello nazionale ma con sede in provincia, ha licenziato 3 dipendenti. Infine c’è poi il settore sanitario, a Castelvetrano un’azienda di questo settore non associata a Confindustria ma seguita su richiesta dell’ufficio provinciale del lavoro, ha inoltrato la procedura di mobilità in deroga per 58 lavoratori, mentre cinque sono part time. Questi sono dati dell’Inps di novembre 2008 e sono relative alle pratiche di CIG (cassa integrazione garantita) già approvate. Il sentore della crisi attuale comunque lo potremo verificare tra qualche mese quando saranno esaminate le pratiche della seconda metà 2008 in poi. Nel 2008 a Trapani la speciale commissione nominata per esaminare queste pratiche si è riunita in media due volte la settimana ed ha approvato la cassa integrazione per circa 181 mila lavoratori del settore industria, discorso a parte quello del settore edile. Qui vige un po’ di confusione ma per l’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili della provincia di Trapani, si prevedono per il 2009 almeno dieci mila disoccupati. La Flai -Cgil sta curando poi la situazione di quattro dei sette dipendenti messi in cassa integrazione da una Cantina sociale di Trapani mentre la Fiom-Cgil si sta occupando dei 48 dipendenti di un cantiere navale di Mazara del Vallo. Ancora nel settore sanitario a Mazara, un’azienda ha adottato la cosiddetta “sospensione del lavoro” per 65 giorni i 15 dipendenti non hanno lavorato, solo che ormai questa “sospensione” è scaduta da tempo e i lavoratori sono rimasti praticamente a spasso. – 13 gennaio 2008 –                                         Laura Spanò

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